La comunità cattolica di Terra Santa (1099 - 1917)

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La comunità cattolica di Terra Santa dalle Crociate al crollo dell’Impero Ottomano

Il graffito XE MAPIA (Ave Maria in greco)

Dopo che la presenza e l’azione dei Francescani in Terra Santa fu riconosciuta ufficialmente nel 1333, i frati minori fondarono presto numerosi conventi costituendo una sorta di nuova provincia che poi prese il nome di “Custodia di Terra Santa”.
Il principale scopo di questa istituzione fu di provvedere alla conservazione e alla tutela dei Luoghi Santi, oltreché all’assistenza dei pellegrini che vi arrivavano per visitarli. Con il tempo però, il Custode acquisì anche molti altri privilegi (appartenuti in passato al Patriarca latino) come la possibilità di celebrare i pontificali, di occuparsi del ministero parrocchiale, di dirigere le scuole e di amministrare i sacramenti.

Nonostante ciò, l’attività pastorale dei frati iniziò soltanto dal 1516, quando cioè al regime Mamelucco si sostituì quello più tollerante degli Ottomani. I frati cominciarono così a realizzare le prime conversioni tra i greco-ortodossi e i nestoriani. Le loro parrocchie si moltiplicarono e s’intensificò l’aiuto ai fedeli attraverso la fondazione di istituzioni scolastiche e caritative. Grazie a questa fervente attività un gran numero di cristiani di rito orientale fu lentamente convertito al cattolicesimo latino.

Nel 1678 si contavano circa 200 fedeli cattolici a Gerusalemme e oltre 300 a Betlemme e nel 1715 si era passati rispettivamente a 285 e 438. Mentre a Nazareth i fedeli erano 80, a Ramleh 42 e ad Acri 47. Circa 50 anni più tardi il numero era cresciuto notevolmente: 960 a Gerusalemme, più di 1000 a Betlemme e 870 a Nazareth.

Sebbene l’attività missionaria dei frati non sfruttasse tutto il suo potenziale, a causa degli impedimenti che provenivano dalle autorità civili ottomane, l’attività educativa e caritativa francescana ebbe un notevole impulso intorno al 1839. Nel 1841 fu istituita la prima scuola femminile a Gerusalemme, un anno dopo ne nacque una rispettivamente a Betlemme e a Nazareth, nel 1844 ad Acri e nel 1846 a Giaffa. I francescani inoltre procuravano le abitazioni ai cattolici di Terra Santa e pagavano le tasse che il governo ottomano richiedeva loro. Distribuivano cibo e medicine alla popolazione locale e continuavano ad offrire assistenza gratuita a tutti i pellegrini.

Con il ristabilimento del Patriarcato latino a Gerusalemme nel 1847 (che si era dissolto con la cacciata dei crociati), la Custodia perdette progressivamente la giurisdizione ecclesiastica sulle missioni in Oriente mentre al Custode rimanevano soltanto le funzioni di superiore della Custodia.

Dopo alcune iniziali incomprensioni, i rapporti tra la Custodia e il Patriarcato migliorarono e si consolidarono al punto che la diocesi si sviluppò in breve tempo fondando altre tredici parrocchie. Così durante il governo dei Patriarchi Piavi (1889 – 1905) e Camassei (1906 – 1919) gli abitanti cristiani in Palestina e Cisgiordania arrivarono a circa 70.000, su una popolazione totale di 850.000 persone, e crebbe notevolmente l’afflusso di congregazioni religiose latine (salesiani, benedettini, trappisti e lazzaristi).

Con l’acuirsi delle difficoltà diplomatiche che disegnarono le diverse alleanze del conflitto mondiale, la Francia (che aveva avuto sotto la sua protezione la maggior parte delle istituzioni cattoliche in Terra Santa fino a quel momento) ruppe le sue relazioni con la Santa Sede (essendo l’Italia schierata con il fronte nemico). A quel punto, un accordo definì legittimo il diritto di passaggio di una istituzione dal protettorato francese a quello italiano, con il risultato che all’infuori della Custodia Francescana, tutte le istituzioni religiose in Terra Santa passarono sotto il protettorato italiano.

Immediatamente dopo l’entrata in guerra della Turchia a fianco di Austria e Germania, iniziò la requisizione degli stabilimenti francesi. Tante scuole furono convertite in istituti d’insegnamento islamici e numerosi edifici adibiti a usi civili o militari. Tra i frati della Custodia trovarono rifugio tante suore. Parroci cittadini delle nazioni nemiche della Turchia che furono espulsi dal paese e addirittura quei cittadini dei paesi neutri o alleati con i turchi subirono l’allontanamento dalle missioni.
La situazione precipitò nella seconda metà del 1917, quando i turchi deportarono tutte le massime autorità religiose cristiane, prima di lasciare la Palestina ormai nelle mani delle truppe alleate.

Testo integrale

di Paolo Pieraccini

  • La comunità cattolica di Terra Santa dalle crociate al crollo dell'impero ottomano (1099 - 1917) La comunità cattolica di Terra Santa dalle crociate al crollo dell'impero ottomano (1099 - 1917)

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