Status Quo

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Status Quo

Greci e Armeni davanti alla Natività di Betlemme

"Status quo", oppure "Statu quo", come è abituale dire in Terra Santa e in molte pubblicazioni, nel senso ampio si riferisce alla situazione in cui si trovano le Comunità cristiane della Terra Santa nelle loro relazioni con i governi della regione.

Specificamente lo "Status quo" indica la situazione in cui si trovano le comunità cristiane nei Santuari di Terra Santa. Situazioni riguardanti tanto la proprietà quanto i diritti che hanno in essi sia da sole, sia in concomitanza con altri riti, al Santo Sepolcro, nella basilica della Natività a Betlemme e alla Tomba della Madonna a Gerusalemme.

La vita dei Santuari è inscindibile dai regimi politici della Terra Santa che condussero pian piano alla situazione oggi in vigore. Durante i secoli XVII e XVIII Greci ortodossi e Cattolici furono in continua controversia per alcuni Santuari (Santo Sepolcro, Tomba della Madonna e Betlemme). Fu un periodo di "lotte fraterne e interventi politici". Attraverso queste dolorose vicende si giunse alla situazione ratificata da un firmano dell’8 febbraio 1852 e indicato col termine di "Statu quo".

Lo "Status quo" nei Santuari di Terra Santa, specialmente nel Santo Sepolcro, determina i soggetti della proprietà dei Luoghi Santi, e più concretamente gli spazi dentro il Santuario, e anche gli orari e i tempi delle funzioni, gli spostamenti, i percorsi e il modo di realizzarle, sia in canto che in semplice lettura.

Bisogna ricordare che le comunità ufficianti nel Santo Sepolcro, oltre ai Latini, sono i Greci, gli Armeni, i Copti e i Siriani e che per ogni cambiamento occorre tener conto di tutte le comunità. Le comunità del Sepolcro si regolano secondo il calendario proprio si ciascun rito. Per quanto concerne la comunità cattolica, i francescani seguono le feste secondo il grado di solennità precedente la riforma del Vaticano II, perché ciò determina il diritto, acquisito con lo “Status quo”, ai primi Vespri solenni, Mattutino, Messa e altre funzioni ad essi legati (processioni, incensazioni, ecc.).

Firmano Ottomano

Per capire meglio tale situazione, sono necessari alcuni cenni storici.
Subito dopo il suo ingresso in Costantinopoli, Maometto II proclamò il Patriarca greco di Costantinopoli l’autorità religiosa e civile per tutti i cristiani residenti nel suo impero.
Da allora le comunità ortodosse di Grecia, avvalendosi di essere composte di sudditi dell’impero ottomano, poterono affluire in Terra Santa ed esercitare una più efficace influenza sui sultani per ottenere a loro favore vantaggi nei santuari. Il clero ellenico riuscì progressivamente a sostituire il clero nativo.

Dal 1634 il Patriarca ortodosso di Gerusalemme sarà sempre un ellenico.
In questo periodo iniziano anche le rivendicazioni da parte del clero ellenico sui luoghi santi. Nel 1666 il Patriarca Ortodosso Germano rivendicò i diritti ortodossi sulla Basilica di Betlemme, come precedentemente era stato fatto dal Patriarca Sofronio IV (1579-1608) e Teofanio (1608-1644). Simili rivendicazioni vengono in seguito fatte anche per il S. Sepolcro a Gerusalemme.

Tali tentativi vengono fermati soprattutto grazie all’intervento di Venezia e della Francia presso la Sublime Porta (così era chiamata l’istanza suprema nell’Impero Ottomano).
Nel 1633 il Patriarca Teofanio riuscì ad ottenere un firmano retrodatato al tempo di Omar (638) che conferiva al Patriarcato Greco ortodosso i diritti esclusivi sulla Grotta della Natività, il Calvario e la lapide dell’Unzione.
Le Potenze Occidentali riuscirono ad ottenere, sotto la pressione di Papa Urbano VII, il ritiro del firmano. Tuttavia esso fu emanato una seconda volta nel 1637. In quel periodo Venezia, Austria e Polonia erano in guerra contro l’Impero, e non poterono avere alcuna influenza a favore dei Francescani.
La situazione si fece ancora più drastica nel 1676 quando il Patriarca Dositeo (1669-1707) ottenne un altro firmano con il quale ottenne l’esclusivo possesso del S. Sepolcro. In seguito alle proteste occidentali, la Sublime Porta nominò un tribunale speciale per esaminare i diversi documenti.
Nel 1690, con apposito firmano, fu dichiarato dal tribunale che i Francescani sono i legittimi proprietari della Basilica. Da allora le potenze occidentali furono sempre più attive presso il Governo Ottomano per garantire i diritti cattolici nei luoghi santi. Fu così con la pace di Carlowitz (1699), Passarowitz (1718), Belgrado (1739) e Sistow (1791).
Tuttavia i risultati effettivi di tali interventi non furono molti.

Nel 1767, anche in seguito a scontri violenti e a vandalismi che videro coinvolti la popolazione locale, i Greci Ortodossi e i Francescani, la Sublime Porta emanò un firmano che assegnava ai Greci ortodossi la Basilica di Betlemme, la tomba della Madonna e quasi interamente la Basilica del S. Sepolcro. Nonostante i ripetuti appelli di Papa Clemente XIII alle potenze occidentali, il firmano venne confermato e fissò in maniera ormai definitiva, salvo qualche piccolo dettaglio, la situazione sui Luoghi Santi fino ai nostri giorni.

Nel secolo XIX la questione dei Luoghi Santi divenne un contenzioso politico, specialmente tra Francia e Russia. La Francia ottenne la protezione esclusiva sui diritti dei Cattolici, mentre la Russia quella sui cristiani ortodossi.
Nel 1808 un grande incendio nella Basilica del S. Sepolcro distrusse quasi completamente l’edicola crociata del Sepolcro. I greci ottennero il permesso di ricostruire una nuova edicola, che è quella attualmente esistente. Nel 1829 agli Armeni ortodossi vengono in maniera definitiva riconosciuti gli attuali diritti nella Basilica.
Nel 1847 i greci rimossero la stella d’argento situata sul luogo della nascita del Signore nella Grotta di Betlemme. Sulla stella, infatti, vi era una scritta in latino che attestava così la proprietà latina del luogo.
Nel 1852, l’ambasciatore francese presso la Sublime Porta, a nome delle potenze cattoliche chiese il ripristino dei diritti dei Francescani precedenti al 1767 e in particolare la ricollocazione della stella.

L’imperatore ottomano, su pressione dello zar Nicola, rifiutò ed emanò un firmano con il quale decretava che lo Status Quo (cioè la situazione vigente dal 1767) doveva essere mantenuto.

Da allora, nonostante i ripetuti tentativi e le diverse guerre succedutesi la situazione rimase immutata, anche se la stella fu ricollocata al suo posto. Nemmeno dopo la caduta dell’Impero Ottomano e la creazione del mandato britannico lo Status Quo fu più modificato.

Tale situazione oggi è considerata un dato di fatto acquisito.

  • Le relazioni e i rapporti tra le diverse comunità cristiane sono ancora regolate dallo Status Quo, ma sono cordiali e amichevoli.
  • Il dialogo ecumenico ha definitivamente stemperato i conflitti storici.
  • Non esiste più, almeno da parte cattolica, l’accusa di "usurpazione" dei Luoghi Santi. Al contrario si ritiene la pluriforme presenza cristiana su tali luoghi una ricchezza preziosa da salvare ed un diritto acquisito e irrinunciabile.
  • I periodici incontri e le trattative tra le diverse comunità oggi si concentrano soprattutto sui restauri delle basiliche e sulla possibilità di una migliore distribuzione delle differenti liturgie.
  • Le decisioni vengono prese di comune accordo tra le diverse comunità religiose, senza alcun intervento esterno, sia esso di carattere politico o civile.
  • Status Quo

    Calendario

    24/12/2017 CELEBRAZIONI

    IV Avvento.Vigilia di Natale. Betlemme: 13.30 Ingresso del Arcivescovo e I Vespri – 16.00 Processione – 23.30 Ufficio 00.00 Messa – 1.45 Processione alla Grotta

    25/12/2017 CELEBRAZIONI

    Natale del Signore. Betlemme (S. Caterina): 10.00 Messa Campo dei Pastori dei Greci e dei Cattolici: 14.00 Pellegrinazione

    26/12/2017 CELEBRAZIONI

    S. Stefano. S. Stefano: 16.00 Pellegrinazione

    28/12/2017 CELEBRAZIONI

    Betlemme: 10.00 Ingresso (Vicario custodiale)

    31/12/2017 CELEBRAZIONI

    S. Famiglia di Gesu`, Maria e Giuseppe. Nazaret: 10.00 Messa (Custode)

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