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La “Sinfonia Eucaristica” di P. Pierucci raduna le Chiese di Gerusalemme nel giardino del Getsemani

2012/09/23

“Nel giardino del Getzemani, dove Gesù fu lasciato solo dai suoi apostoli, le chiese di Gerusalemme hanno vegliato insieme”. Una chiusura perfetta per la diretta televisiva della “Sinfonia Eucaristica”, trasmessa sabato 22 settembre dal Franciscan Media Center della Custodia di Terra Santa e diffusa in diretta televisiva da molte televisioni cattoliche di tutto il mondo (per l’Italia TV 2000) e in streaming da diversi siti internet. È la prima volta le Chiese di Gerusalemme, rappresentate ai loro massimi livelli, si sono trovate insieme partecipando ad un evento non ufficiale e perdipiù di carattere artistico. Un’immagine di pace, di comunione, di unità nella diversità, in una parola, di ecumenismo. Un’immagine quasi idilliaca, ma certamente molto più rappresentativa dei rapporti tra le Chiese di Gerusalemme rispetto alle amplificazioni mediatiche dei dissidi che saltuariamente accadono nei santuari.

Un ecumenismo che si è esplicitato non solo nella presenza al concerto, ma nella costruzione stessa dell’evento. I brani liturgici sono stati cantati dagli stessi ministri sacri che normalmente officiano a Gerusalemme, tra cui due arcivescovi, il melkita Jules Joseph Zerey e il siriaco Swerios Malki Murad, nonché l’archimandrita greco ortodosso Aristovoulos Kyriazis e il primo dragomano armeno Goosan Aljanian . La “Sinfonia Eucaristica” è in realtà una “sinfonia ecumenica”, un oratorio musicale formato da canti liturgici tratti dai repertori delle diverse chiese, intervallati da momenti musicali appropriati per solisti, coro e orchestra d’archi, composti appositamente da P. Armando Pierucci, organista titolare del Santo Sepolcro e fondatore dell’Istituto Magnificat di Gerusalemme (la scuola di musica della Custodia di Terra Santa).

La Sinfonia Eucaristica sarà replicata il 25 settembre nell’Aula principale delle Nazioni Unite a Ginevra, il 26 settembre nel Duomo di Milano (ore 20.30) e il 29 settembre nella Basilica di San Pietro Caveoso a Matera: una produzione veramente complessa, di respiro internazionale, resa possibile dall’impegno e dalle relazioni costruite in questi ultimi anni da Véronique Nebel, presidente dell’ “Associazione per la Promozione della Preghiera Straordinaria di tutte le Chiese per la Riconciliazione, l’Unità e la Pace, Cominciando da Gerusalemme” e presidente degli Amici del Magnificat della Svizzera, che da alcuni anni riesce a convocare in preghiera i cristiani di Gerusalemme e i loro pastori, superando le divisioni confessionali e le barriere storiche e psicologiche sedimentate nel tempo. Nell’organizzazione, creazione e promozione dell’evento la signora Nebel ha incontrato due importanti compagni di strada: Arnoldo Mosca Mondadori, presidente del Conservatorio di Milano e della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti e P.Armando Pierucci che con la sua arte musicale ha permesso all’idea spirituale di concretizzarsi in forme estetiche.

La serata ha avuto inizio mentre dal giardino del Getzemani si vedeva il sole calare sulle mura di Gerusalemme.Il Custode di Terra Santa P. Pierbattista Pizzaballa, nella sua veste di “padrone di casa” (e in quella più inusuale di presentatore televisivo) ha salutato gli ospiti e ha introdotto l’evento, che nei suoi significati è stato ulteriormente approfondito da Véronique Nebel e Arnoldo Mosca Mondadori. . La Sinfonia è un invito a contemplare il profondo mistero della comunione della Chiesa, Corpo mistico di Cristo, che respira con i suoi polmoni orientali e occidentali, attraverso il linguaggio universale della musica. Nelle intenzioni dei promotori la Sinfonia si propone anche come una comune testimonianza di presenza cristiana di fronte alla comunità internazionale, richiamando al rispetto della libertà religiosa, minacciata in Medio Oriente e in molti paesi del mondo. Il Custode di Terra Santa ha quindi invitato il Patriarca di Gerusalemme della Chiesa Greco-Ortodossa Theophilos a presiedere la benedizione, che è stata impartita congiuntamente da tutti i rappresentanti delle Chiese.

Il concerto si è aperto con un’introduzione in ebraico tratta dal Salmo 1, per coro maschile. Quindi si sono susseguiti i canti liturgici e religiosi desunti dai repertori di dodici diverse Chiese. I canti sono stati eseguiti dai singoli ministri o cantori in forma monodica, a voce scoperta, senza l’accompagnamento di strumenti (a cappella). Partendo da queste melodie P. Pierucci ha offerto le proprie meditazioni musicali, composte secondo i canoni compositivi occidentali, ma utilizzando modalità orientali. La semplicità del tessuto orchestrale (orchestra d’archi, un flauto, coro misto, un baritono e un soprano solista) è stata pensata anche in funzione della trasportabilità e della eseguibilità in diverse situazione concrete. La successione dei canti è stata variamente disposta tenendo conto della struttura della messa, da cui il titolo di “Sinfonia Eucaristica”; il termine “sinfonia” richiama inoltre l’unità della composizione orchestrale pur nella diversità degli strumenti musicali e ben si presta ad evocare come immagine l’unità della Chiesa. L’articolazione della Sinfonia illustra meglio di ogni commento di che cosa si tratti: Kyrie (repertorio armeno-ortodosso), Trisaghion (repertorio greco-ortodosso), Inno dei Cherubini (repertorio melchita, greco-cattolico), Credo (repertorio russo-ortodosso), Litania dei Santi (repertorio latino), Inno in arabo tratto da “Brunn alles Heils” (repertorio evangelico e luterano), “Soorp” (sanctus, repertorio armeno cattolico), Padre Nostro (repertorio siriaco-ortodosso), “Yegena Mezmur” (repertorio etiopico-ortodosso), inno “Apuro” (repertorio copto-ortodosso), inno “Getsemani” (repertorio siriaco ortodosso e caldeo), “Salwa el Qulubi” (antifona mariana, repertorio maronita).

Naturalmente anche il pubblico era composto da persone appartenenti alle diverse Chiese. Molti spettatori occidentali hanno sottolineato (con un po’ di nostalgia) la bravura nel canto dei ministri orientali; alcuni orientali hanno apprezzato le possibilità offerte della musica polifonica occidentale in ambito liturgico. Nonostante le difficoltà di dover eseguire un concerto all’aperto in uno dei luoghi più rumorosi, ma anche più suggestivi e più santi, di Gerusalemme, l’orchestra e il coro del Conservatorio Duni di Matera diretti dal maestro Carmine Antonio Catenazzo hanno mantenuto una grande concentrazione che si è tradotta in una eccellente qualità espressiva, insieme al baritono Carlo Rotunno e al soprano Elisa Balbo. Il sonoro della diretta televisiva ha beneficiato della perizia del rinomato tecnico del suono Michael Rast. Della “Sinfonia Eucaristica” verrà pubblicato un DVD e un CD musicale.

Fra Riccadro Ceriani
Foto: Nadim Asfour


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