La Natività di Maria celebrata nella chiesa di Sant'Anna

08/09/2017

UN’ANTICA TRADIZIONE
L’8 Settembre è da secoli il giorno in cui la casa dei Santi Gioacchino e Anna si riempie di fedeli. La tradizione colloca infatti in questa data la festa della Natività di Maria, celebrata a Gerusalemme nella chiesa di Sant’Anna, proprio dove i vangeli apocrifi dicono fosse la casa dei genitori della Vergine. 

Per la Custodia di Terra Santa la celebrazione della Natività di Maria è una ricorrenza immancabile che si è sempre mantenuta negli anni, anche quando in quel luogo era impedito il culto cristiano. Costruita dai crociati, la chiesa era sopravvissuta ad epoche successive perché il conquistatore di Gerusalemme, Saladino, l’aveva adibita a scuola di diritto coranico della corrente Shafiita. 

«Anche quando la Basilica era in mano ai musulmani e non era luogo di culto, i Frati passavano da una piccola finestra e pregavano la liturgia di nascosto sotto l’altare, dove oggi è la cripta», ha spiegato Fr. Stéphane Milovitch, giunto insieme ad altri Frati della Custodia per celebrare la festa. 

Dagli scavi condotti nell’area, risulta anche che nel luogo si trovavano diverse piscine per i lavaggi rituali, tra cui la piscina Probatica, dove avvenne il racconto evangelico della guarigione di un paralitico (Gv 5,2-18).


SANT’ANNA E LA FRANCIA
Dal convento di San Salvatore, con i Kawas ad aprire il corteo, i Francescani sono arrivati alla chiesa di Sant’Anna poco prima delle 9, in tempo per entrare in processione insieme ai religiosi della congregazione locale. L’ordine dei Missionari d’Africa custodisce il luogo dalla seconda metà dell’Ottocento, quando l’imperatore dei Francesi, Napoleone III, ottenne la restituzione ai cristiani dell’edificio, in cambio dell’aiuto prestato al Sultano durante la guerra di Crimea (1854-56). 
La Chiesa e il convento sono, dunque, zona protetta dalla Francia ancora oggi, per questo la messa è stata celebrata in francese. I Padri Missionari d’Africa - detti Padri Bianchi, a causa del loro abito - sedevano sull’altare e tra la gente, insieme alla comunità dei francesi di Gerusalemme, ai frati francescani, ai pellegrini e ai fedeli locali. 

In prima fila c’era anche il Console Generale di Francia, Pierre Cochard che, come di consueto, segue molte liturgie legate alla Francia. In francese sono state proclamate le letture e il Vangelo della genealogia di Gesù. 


LA MESSA E LA GIOIA
Ha presieduto la messa Fr. Stéphane Milovitch, mentre l’omelia è stata predicata da Fr. Théophile Umba.
«La nascita di Maria è un segno che Dio ha preparato per noi la salvezza. La nascita di Maria è un segno che Dio ci ama. Chiediamo a Dio che ci faccia crescere nella pace e nell’amore», ha detto il francescano. 
Uno dei Padri Bianchi, Trèsor, ha raccontato quanto sia speciale questa solennità: «Sono un seminarista e vengo dal Congo. Quella di oggi è veramente una grande festa per noi Missionari d’Africa». 

Padre Joseph, il responsabile della comunità di religiosi, ha spiegato che: «Le due feste importanti per la chiesa di Sant’Anna sono quella di oggi e quella dell’8 Dicembre». 

Il Padre dei missionari d’Africa, di origini svizzere, ha raccontato anche qualcosa della comunità: «La nostra congregazione qui conta venti persone, di cui dieci sacerdoti e dieci seminaristi. Tra di noi ci sono consacrati provenienti da quindici nazionalità diverse dell’Africa. Celebrare la Natività di Maria qui non è come farlo a Roma o da qualche altra parte. Siamo in un Luogo Santo, per questo essere qui oggi è qualcosa che mi colpisce e mi emoziona», ha concluso Padre Joseph. 

Un rinfresco ha concluso la celebrazione con un momento di comunione fraterna.


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2017/09/08