Un esperto di catechetica a Gerusalemme per la formazione dei parroci della Custodia

12/01/2018
È stato un corso incentrato sulla progettazione pastorale, quello che ha coinvolto dall'8 al all'11 gennaio i parroci della Custodia di Terra Santa. Nell'ambito della formazione, di cui ha sempre cura la Custodia, un ospite d'eccezione è giunto dall'Italia. Si è trattato di Fr. Matteo Giuliani, un frate francescano esperto di catechetica, pedagogia e insegnamento della religione nelle scuole italiane. «Sono stato chiamato per questo corso di formazione ed è la prima volta che vengo in Terra Santa, dopo un pellegrinaggio di più trent'anni fa», spiega Padre Matteo, originario di Trento nel nord Italia. In quattro giornate dense di appuntamenti si è riflettuto sulla situazione delle parrocchie, sui progetti per l'iniziazione cristiana, sulle metodologie di lavoro in ambito catechistico e formativo, sulle scelte di pastorale del Matrimonio.

«La prima mossa che ho fatto è stata rendermi conto di quali sono le problematiche più urgenti nella vita di questi parroci, in quanto pastori - ha detto -. È emerso un mondo variegato per quanto riguarda i destinatari della loro azione, perché sono presenti lingue e culture diverse nei luoghi della pastorale». Il lavoro di Fr. Matteo è stato allora quello di raccogliere gli ambiti in cui desideravano essere aiutati in termini di progettazione pastorale. «Significa mettersi al tavolo con altri collaboratori, cosa che non è sempre scontata, ma deve essere abituale», ha suggerito il frate. Confrontarsi è infatti la soluzione migliore, secondo il sacerdote: «da uno sguardo esterno i problemi si precisano». L'obiettivo dei parroci deve essere quello di arrivare a conoscere meglio i destinatari dei progetti (bambini da 3 a 6 anni, ragazzi che fanno iniziazione cristiana o altri ancora) e rendersi conto degli obiettivi per raggiungerli, considerando passi raggiungibili.

«Mi colpisce che questi parroci formano un gruppo che ha tanto bisogno di scambiarsi opinioni, pareri e sostegni tra di loro - ha detto Fr. Matteo -. Ho visto che hanno valorizzato bene questo scambio». Il metodo di lavoro di dividersi in gruppi e scrivere ognuno qualcosa, aspettando poi un feedback dal formatore, ha dato i suoi frutti: «Hanno apprezzato che io prendo sul serio quello che dicono e su quello costruisco un approfondimento, valorizzando la loro base».

Durante i quattro giorni di formazione i parroci della Custodia, giunti da ogni parte della Terra Santa, hanno condiviso molte delle loro storie. Ci sono parroci che lavorano con giovani coppie credenti e che sono arrivati a costruire del materiale valorizzando il loro contributo, per esempio. Fr. Matteo Giuliani ha spiegato loro come è meglio lavorare nella pianificazione per la parrocchia: «Quando si fa un progetto non bisogna clericalizzarlo. Lo puoi abbozzare a livello dei più stretti collaboratori, ma dopo deve esserci un confronto con i laici destinatari della cosa».
Un aspetto su cui lavorare è sicuramente l'incremento del volontariato. «Mi ha stupito la carenza di volontariato caritativo e formativo che stentano a far nascere - afferma Fr. Matteo -. Il parroco è sempre il riferimento per ogni tipo di necessità. Invece far scattare lo spirito caritativo e che si aiutino tra di loro, è un passo importante».
Due nuovi spunti hanno accolto con interesse i parroci in formazione: una lettura del testo biblico in cui si riscoprano tutti gli aspetti di una narrazione libera e coinvolgente e l'utilizzo dell'arte come canale di comunicazione del testo sacro. «I parroci non devono dimenticare che l'attenzione al coinvolgimento dei destinatari e il rispetto del loro livello è fondamentale», ha concluso Fr. Matteo.

Beatrice Guarrera